Storia

La torre di guardia di Volmiano fu ampliata,nel quattrocento, dall’antica famiglia Cerretani quando il loro Castello di Cerreto Maggio bruciò. Quella di di Sorbetole dai Martelli poi passata ai Medici. L’ultima dei Cerretani, Cassandra, ampliò il piccolo Oratorio e fece costruire una fontana che rallegra il giardino con siepi di bosso. Ora la Villa di Volmiano è un complesso imponente che si articola intorno ad una robusta ed antica torre circondata da una valle verde, incontaminata,con di fronte l’ imponente complesso di Sorbetole, dove si produceva olio di oliva già dal Medio Evo.

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Già intorno all’anno 1000, esistevano, nel territorio della fattoria, due torri militari di guardia che si “guardavano” fra di loro: l’una in località Volmiano, l’altra in località Sorbetole, che facevano (e fanno tuttora) parte di una suggestiva continuità visiva tra i due complessi principali. L’azienda comprende non solo queste due imponenti Case Torri , ma anche altri complessi colonici, circondati da un paesaggio costellato di boschi e olivete, arrivato a noi intatto.
All’inizio dell’ XII secolo la zona della Marinella di Legri e Monte Morello era proprietà dei Conti Guidi di Modigliana , una delle più importanti famiglie feudali di tutta la Toscana,che avevano ottenuto i primi possedimenti fin dal tempo degli Ottoni , poco prima del mille. Questi feudatari costruirono sui propri possedimenti delle torri militari a guardia delle strade di comunicazione . Ciascuna serviva da collegamento con qualche altra fortificazione e nella Valle , a nord di Monte Morello ,esiste tuttora questa rete di avvistamenti. Sorbetole guarda Volmiano, Volmiano guarda la Torre del Castello di Legri e dalla Torre del Castello si vede la Torre che è nella Fattoria di Collina.
La torre di Volmiano fu ampliata dalla famiglia Cerretani, nel 1400 , quando il loro Castello di Cerreto Maggio bruciò. I Cerretani, prima “de Cerreto,” erano una ramo di una antica famiglia senese stabilitosi a Firenze nel 1180 . Nella dichiarazione catastale dell ‘anno 1427 di Paolo di Niccolò Cerretani , abitante nel quartiere di San Giovanni , Gonfalone del Drago, Popolo di S. Maria Maggiore, c’è la prima descrizione del podere di Volmiano nel popolo di San Severo a Legri ed era tenuto a mezzadria da Jacopo di Piero da Mattiano. Paolo Cerretani e sua moglie Lucrezia Martelli, fecero erigere accanto alla Casa Torre di Volmiano , un Oratorio dedicato a San Giovanni Decollato , di notevole pregio artistico e storico , decorato al suo interno con affreschi, ora attribuiti, alla Scuola di Ridolfo del Ghirlandaio. I committenti si fecero ritrarre ai lati dell’affresco centrale che rappresenta la Madonna in Trono con il Bambino. La prima pubblicazione di questo Oratorio, con anche la foto della Fattoria di Volmiano,si trova nella “ Guida del Comune di Calenzano del 1911”. Paolo ebbe un figlio Bartolomeo che scrisse il ”Dialogo della mutazione fiorentina” in cui spiegava la trasformazione della società fiorentina durante e dopo il Savonarola nel 1520. La Famiglia Cerretani si estinse con la morte del Senatore Filippo Cerretani, nel 1763, padre di Cassandra vedova Capponi. Quest’ultima ereditò la Fattoria di Volmiano che consisteva in sette poderi e lasciando come ricordo, l’ampliamento dell’Oratorio, per proteggere gli affreschi , un grande fontana e dei cabrei della proprietà disegnati da Stefano Zocchi. Morì il 27 aprile 1802, senza figli, lasciò quindi, il patrimonio ed il cognome ai figli di sua cugina Elisabetta, Angelo e Vincenzio Gondi, che ingrandirono la fattoria, rendendola quasi come è ora.
Uno dei poderi più belli della Fattoria di Volmiano è Sorbetole. La Torre di Sorbetole, nel 1427 era abitata da Brunetto di Meglio e la sua famiglia . Nel 1502 i suoi discendenti vendettero per 627 fiorini d’oro grossi, la casa-torre ed il podere, al nobile fiorentino Piero di Braccio Martelli. La famiglia fiorentina Martelli ampliò l’edificio, ma nel 1575 successe un episodio che fece perdere loro, Sorbetole e moltri altri beni. In quell’anno Sorbetole era di proprietà di Camillo di Ridolfo Martelli che partecipò alla Congiura capeggiata da Orazio Pucci contro il figlio di Cosimo I°, Francesco I° dei Medici. Dopo essere stato ricondotto a Firenze dalla Sicilia , dove era fuggito, Camillo Martelli fu riconosciuto colpevole ed 7 Gennaio 1576, venne impiccato a Firenze in Piazza Santa Apollinare , l’odierna Pizza San Firenze.
Le proprietà Martelli furono confiscate e così i poderi di Sorbetole e Mattiano entrarono nella proprietà del Castello di Cafaggiolo, culla della famiglia Medici in Mugello. Nel 1627 fu fatto eseguire , dall’amministrazione granducale , un Cabreo di Sorbetole Dalle varie macine ritrovate, si pensa che proprio in quel periodo Sorbetole diventasse un piccolo frantoio di questa famosa proprietà . Nel 1629 i Medici fecero uno scambio con i Frati Carmelitani della Castellina che avevano comprato il podere confinante di Mattiano, fu così che Sorbetole, scambiato per 1400 scudi e tre poderi a Vinci, diventò un piccolo Monastero. I Frati Carmelitani incrementarono molto l’agricoltura, costruendo case, stalle e rifugi sia a Sorbetole che a Mattiano ,per accogliere i frutti del “ Poderaio”, si chiamava così, infatti, il frate converso amministratore della fattoria. Nel 1808 quando il Governo Francese della Toscana, soppresse gli ordini religiosi e quindi anche il Convento di Santa Lucia alla Castellina una delle sedi dei Carmelitani, Sorbetole passò all’Amministrazione del debito pubblico, ma il 5 settembre del 1810 il Cavalier Vincenzio Gondi Cerretani comprò Sorbetole e Mattiano. Sotto la sua amministrazione la Fattoria Volmiano si ingrandì diventando di 20 poderi, fu abbandonato il frantoio di Sorbetole, e Volmiano, più vicina alla strada maestra, con il suo grande frantoio, la cantina, la tinaia ed il granaio, diventò il centro aziendale. Il 16 Maggio 1874, .Angelo Gondi Cerretani morì ed essendo l’ultimo del suo ramo , si fece seppellire nell’Oratorio ed essendo un fervente patriota, fece dipingere le ali di un angelo e l’aureola di Gesù, in bianco , rosso e verde. Lasciò erede Oreste Lavagnino, che vendette la Fattoria di Volmiano, il 17 giugno 1880, alla Baronessa Luisa De Werte –Ratlesambaesen, in seguito alla sua morte, i beni passarono al marito Vittorio Ruglioni che rivendette, a Livia Pierina Citernesi Salvadori l’8 luglio del 1929. In questo periodo, il complesso di Volmiano fu restaurato, la Fattoria si estese verso Legri e l’azienda, condotta sempre a mezzadria, coltivata a viti, cereali, allevamenti di ovini e di bovini di razza Calvana, ma soprattutto cominciarono i rimpianti degli uliveti .
Alla morte della proprietaria, la Fattoria di Volmiano passò al figlio, Dott. Alfredo Citernesi che dovette superare il difficile passaggio dalla mezzadria alla conduzione diretta. In questo periodo furono venduti vari poderi lontani ed acquistato un altro confinante, Loiano. Inoltre Alfredo Citernesi, subito dopo la guerra, dopo un viaggio in Inghilterra, iniziò un allevamento avicolo a terra, adottando tra i primi in Italia questo tipo di allevamento. Ma la sua grande passione furono gli olivi, che ripiantò anche dopo il gelo del 1985, arrivando a 20.000 piante fra Leccino, Moraiolo e Frantoio. Alfredo Citernesi a sua volta , ha lasciato la Fattoria di Volmiano a sua figlia Vittoria ed ai suoi due nipoti Gerardo e Lapo Gondi .Quindi la proprietà è ritornata in mano ai suoi vecchi proprietari.